Marco Gobetti

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Marco Gobetti

Creazione pubblica e teatro urbano

Drammaturgo, attore e regista, si forma all’inizio degli anni ’90 del secolo scorso alla Scuola di Teatro Sergio Tofano diretta da Mario Brusa.
Coniuga da sempre l’attività di prosa nei teatri a quella su strada e sviluppa negli anni una precisa ma mobile idea di teatro, tesa a indagarne ed esperirne la natura più autentica, magica e sociale.
Dal 1995 al 2000 recita nei mesi estivi sui lungomari toscani e partecipa a più edizioni del Buskers Festival di Pelago e del Ferrara Buskers Festival.

Nel 1997, a Torino, è fra gli interpreti de “La confessione” per la regia di Walter Manfrè.

Nel 1998 insieme ad altri artisti (musicisti, pittori, video-makers) fonda la compagnia “Il Barrito degli Angeli” che realizzerà, fra tutti, lo spettacolo “La luna, bisogna crederci per forza” (da Cesare Pavese) e il progetto “Stanza Teatrale” presso il CSA Askatasuna.

Nei primi anni 2000, lanciandone il manifesto, inventa il Teatro Stabile di Strada con cui propone su strada – in modo autonomo, organizzato e frazionatamente stanziale – gli stessi spettacoli presentati nei circuiti istituzionali: è il primo di una serie di progetti con i quali mirerà, negli anni successivi, a contaminare il sistema teatrale, in primis trasformando l’intero processo “produttivo” in meccanismo esso stesso spettacolare.

Nel 2007 riceve dalla Regione Piemonte il “Premio per la valorizzazione delle espressioni artistiche di strada” e fonda la Compagnia Marco Gobetti, che recentemente ha mutato il suo nome ne Lo stagno di Goethe.

A partire dal 2010, insieme allo storico Leonardo Casalino, avvia un’azione tesa a sperimentare nuove modalità per il racconto orale della storia, realizzando progetti quali “Lezioni recitate” e “Raccontare la Repubblica” (comprensivo dell’omonimo laboratorio storico-teatrale di creazione pubblica per la cittadinanza e dello spettacolo “Carlo, Ettore, Maria e la Repubblica – Storia d’Italia dal 1945 a oggi”, tratto dal volume “Raccontare la Repubblica – Storia italiana dal 1945 a oggi: sette testi da interpretare a voce”); oltre a “Riprendo la storia”, grazie al quale nasceranno gli spettacoli “Gaddus alla Guerra Grande – monologo per un attore e un mimo” (tratto da “Diario di guerra e di prigionia” di C.E. Gadda) e “José Domingo Molas: non vivevo sulla luna” e si aggiungeranno “Lezioni recitate” di svariate discipline: archeologia, antropologia, letteratura…

Nel 2016 e nel 2017 è diretto da Leo Muscato in “Come vi piace” di W. Shakespeare e “Il nome della rosa” da U. Eco, produzioni del Teatro Stabile di Torino.
Nel 2019 debutta a Grenoble con “130 repliche de Il nome della rosa – Teatro di riciclo®️”.

Fra gli altri suoi testi e spettacoli: “Amore assalì il bestiame”, “Il pasto”, “Voglio un pappagallo – Matthew Smith: il p(r)ezzo della vita di un uomo”, “In-Ec-Cesso – Una bomba per cintura”, “La memoria non è mai cimitero – I meccanismi della Shoah nella storia dell’uomo”, “Cristo muore in fabbrica: è solo un altro incidente”, “L’anciové sota sal”, “Bestiame etimologico”, “1863-1992 | Di Giovanni in oltre – Storia d’Italia e di persone da Giovanni Corrao a Giovanni Falcone”, “La tragedia della libertà”, “Un carnevale per Sole e Baleno” (premio NdN 2014), “Gli epigoni”; “Lo stagno”, “Tempesta 1944-45 – Nino racconta la Resistenza di Mario Costa”, “Di come precipita il doppio di un migrante ovvero L’anciuvé suta prucess”, “José Domingo Molas: non vivevo sulla luna”, “Cesare Pavese: la luna, bisogna crederci per forza – Teatro di riciclo®️”.

Fra i progetti: “I Santi sulla strada”, “Dove sono nato non lo so – Una settimana di lettura accampata tra i filari in occasione del centesimo anniversario della nascita di Cesare Pavese”, “La vera storia di Hilario Halubras”, “Metamorfosi su strada – Lugano, 3 settembre 2011”, “Lezioni recitate”, “Il comico e la vita – Da un saggio del filosofo Carlo Sini nasce una creazione pubblica”, “Il pensiero politico: Cafiero e Kropotkin, letture integrali in vetrina”; “Teatro Stabile di Strada”, “Azionate Empatie Urbane®️”, “Nuove oralità”, “La Tragedia della Libertà – laboratorio di creazione pubblica”, “Dal Monferrato al mondo passando per l’Etiopia”, “Festa dell’umanità”, “Teatrosustrada.2015”, “Teatrosustrada.2016”, “Teatrosustrada.2017”, “Teatrosustrada.2018/19”, “Gian Renzo Morteo – Fare a pezzi il teatro | Teatrosustrada.2019/20, Rivoluzioni!” | Teatrosustrada.2020”, “Teatrosustrada.2021 – prosa su strada per un teatro solidale”, “Teatro di riciclo®️”, “Ex libris juke box”, “Strad-rama”, “QUADILA Festival”.

Oltre che in teatro con Leo Muscato (“Terra dei miracoli”, “Io e Matteo”, “Romeo & Giulietta – Nati sotto contraria stella”, “Come vi piace” e “Il nome della Rosa”), ha lavorato, fra tutti, nel cinema con Giuliano Montaldo (I demoni di San Pietroburgo) e in radio con Sergio Ferrentino e Alberto Gozzi.

È del 2020 il suo manifesto «Quali attori e quali “teatri”? Storyplaying, per una contaminazione possibile. Con suggestioni da C. Bene, G. Moretti, G.R. Morteo».

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